mercoledì 27 luglio 2011

Battiato il moralista accigliato

“Portano occhiali eccessivi, montature allusive, sembrano professoresse di certi film pornografici che a un tratto, senza preavviso, si rivelano” (Franco Battiato parlando delle ministre italiane, su “OGGI” 27 luglio 2011).


Un moralista si tradisce sempre quando descrive un po' troppo intimamente, un po' troppo da vicino il vizio che intende condannare. Come poteva essergli venuto in mente il paragone coi film pornografici, se molto probabilmente non li avesse visti lui stesso? Quanto a me, il massimo del paragone che la Gelmini mi ha suscitato è Arisa.

Una frase tanto meschina (vorrei vedere se avrebbe avuto il coraggio di dire altrettanto di eventuali ministre della sinistra!) condanna non tanto il suo bersaglio quanto l'ipocrisia pruriginosa di chi l'ha pronunciata.

Giovanni Romano

martedì 26 luglio 2011

NORVEGIA: Quando la secolarizzazione non è una risposta

Devo ammetterlo. Il mio post precedente poteva suonare troppo apocalittico. Di fronte a una tragedia così immane, persino nella secolarizzatissima Norvegia nessuno ha recriminato contro il cristianesimo. Al contrario, in tanti si sono raccolti spontaneamente in preghiera nelle chiese, o quantomeno sono rimasti in silenzio.

Quando la realtà schiaccia in quel modo, quando si capisce che il Male è ineliminabile, non importa quanto sia organizzata la società o siano perfetti i servizi sociali, la risposta non può essere la “lucidità” o la “ragione”, che di fronte a tanti morti suonano come macabre barzellette. La risposta è innanzitutto un grido, un “perché?” lanciato a Uno che possa ascoltare, che possa rispondere. Un Qualcuno che in Norvegia non ha più volto da molto tempo (gliel'hanno tolto il rigido protestantesimo prima, il consumismo poi), ma che resta in fondo al cuore come bisogno, come domanda, come riconoscimento che non ci salviamo da soli.

La gente che si è raccolta in preghiera ha dimostrato che il male e la morte non sono obiezione a Dio, ma che al contrario risvegliano la sete di verità, di giustizia, di un significato ultimo. Qualsiasi cosa possa succedere in futuro, per quanti tentativi si faranno per soffocare ed eludere queste domande, i norvegesi hanno messo a nudo il loro cuore, e con la loro preghiera hanno smentito in pieno sia i deliri omicidi di Breivik sia le furberie interessate di chi vuole associare il cristianesimo alla violenza e alla strage.

Giovanni Romano

domenica 24 luglio 2011

Il fondamentalista politicamente corretto

La doppia strage norvegese stata percepita dai media e dall'opinione pubblica in modo esattamente contrario a quella di Madrid. A Madrid si pensò sulle prime a un attentato dell'ETA e solo in seguito venne allo scoperto la matrice islamica (1). A Oslo si è pensato subito a un attentato jihadista, per poi scoprire, con orrore anche maggiore, che la matrice è domestica, nata all'interno di una destra estrema e delirante che agisce con modalità simili a quelle che si erano viste negli USA con l'attentato di Timothy McVeigh agli uffici dell'FBI di Oklahoma City. Errore comprensibile, perché Al Quaeda ci ha abituati (se è umanamente possibile abituarsi) ad attentati particolarmente clamorosi, efferati, con decine o centinaia di vittime, e il suo modus operandi evidentemente ha fatto scuola. Sul Web, inoltre, non sono mancate insensate rivendicazioni da parte di musulmani esaltati almeno quanto Beirik.

Orrore e sgomento a parte, quello che mi ha dato fastidio nella vicenda è stato sentir ripetere fino alla nausea l'aggettivo “cristiano” associato al nome dell'attentatore. Mai è stato associato con altrettanta nettezza l'aggettivo “islamico” agli attentatori dei vari gruppi jihadisti. Si parla in modo anodino di “terrorismo internazionale”, o di “presunti attentatori islamici”, di “terrorismo di matrice jihadista”, e naturalmente ci si affannava a spiegare che l'islam in realtà “è-una-religione-di-pace” e banalità del genere. Nemmeno gli ecologisti in quanto tali sono mai stati associati all'omicidio di Pym Fortuyn.

Intendiamoci: qui non intendo incolpare né islamici né ecologisti per un crimine cui sono del tutto estranei. Intendo invece mettere sotto accusa i media per l'atteggiamento usato contro i cristiani. Sembrava proprio che laici e laicisti stessero aspettando questo momento da molto tempo. Eccoli, i cristiani che tramano nell'ombra! Eccoli, i lupi travestiti da agnelli! Eccoli, gli oscurantisti pronti a colpire! Poco importa che la Norvegia sia uno dei paesi più secolarizzati al mondo. Poco importa se il cristianesimo protestante lascia libero chiunque di piegare le Scritture a proprio uso e consum (lo chiamano “libero esame”, se ben ricordo). Poco importa che Beirik sul suo sito si dichiarasse interessato all'esoterismo e alla massoneria, roba che col cristianesimo non ha nulla a che vedere. Il colpevole, e che colpevole!, si è servito da solo su un piatto d'argento. Ignorante, violento, marginale, appassionato di armi da fuoco, islamofobo dichiarato (anche se tra le sue vittime non risulta che ci siano dei musulmani, almeno che io sappia). Cosa potrebbe desiderare di più il “politically correct”? Un colpevole “naturaliter” di destra, uscito pari pari dalle pagine del Mein Kampf!

Cosa accadrà, adesso? A parte le domande inquietanti sulla solitudine e la violenza che covano all'interno di società come quelle scandinave dove ci si è illusi di eliminare ogni imprevisto, temo che nel lungo periodo. saranno i cristiani a dover sopportare le conseguenze peggiori. Già un cristiano certo della propria fede viene correntemente accusato di “comportarsi come se avesse la verità in tasca”; da ora in poi sarà possibile anche ricattarlo come potenziale assassino. Possibile che a nessuno, men che mai al primo ministro norvegese, sia venuto in mente che chi ha agito in questo modo lo ha fatto contro tutti gli insegnamenti del cristianesimo? A tal punto si è diventati ignoranti – volutamente ignoranti – sui contenuti della fede cristiana? Siamo così superficiali che ci accontentiamo di etichette? Ci hanno abituati a ragionare così un paio di secoli d'ideologie e di “lumi”. E per i laici sarà molto più facile, da ora in poi, spingere sui temi etici ed emarginare ancor più i cristiani (quelli che con Beirik non c'entrano nulla) in nome della “tolleranza”.

Di fronte a un'atmosfera che si farà sicuramente più pesante, cosa dovremo fare noi cristiani? Nient'altro che essere noi stessi, senza farci né ricattare né intimidire. Prima di tutto, pregare, nella consapevolezza che l'ultima parola nella storia non appartiene all'uomo. Mai rinunciare alla gioia e alla bellezza che l'incontro col cristianesimo porta nella vita. Mai esitare ad alzare la voce quando saranno calpestati i diritti della vita e della persona. In modo pacato ma fermo, lasciando ai loro avversari il pregiudizio e la malafede. E mai dimenticarsi di pregare per loro, perché una ferita all'umano così grande come la strage di Oslo si può affrontare solo con la misericordia.

Giovanni Romano

---------------------------

(1) Non senza che questo provocasse il crollo dei consensi al governo Aznar, la rivolta dell'opinione pubblica spagnola e l'imprevista vittoria di Zapatero. A questo proposito, il quotidiano El Mundo pubblicò un dossier molto informato in cui sosteneva che Aznar fu deliberatamente ingannato dai servizi segreti, in cui era forte la presenza dei socialisti.

domenica 3 luglio 2011

GB: Sempre più in pericolo la libertà religiosa

Una avvocatessa cristiana vede “l'inizio di una tirannia” nelle dichiarazioni del Commissario alle Pari Opportunità


LONDRA, 1 Luglio 2011 / 05:59 (CNA) – La dirigente del Christian Legal Centre del Regno Unito vede incombere la persecuzione dei cristiani nella vita pubblica dietro le recenti controverse dichiarazioni da parte del Commissario alle Pari Opportunità e ai Diritti Umani Trevor Phillips.


Andrea Minichiello Williams, che dirige l'ufficio legale, ha riferito dalla CNA che Phillips le è anche apparso “ingenuo”, affermando che “non sembra vivere nella stessa Inghilterra in cui vivo io”.

La Williams non è stata la sola a chiedersi da dove Phillips abbia preso alcune delle idee che ha espresso in un'intervista del 19 giugno scorso con il quotidiano The Telegraph. Il Commissario alle Pari Opportunità ha dichiarato che gli immigrati musulmani si stavano integrando nella società inglese meglio di qualunque popolazione cristiana [L'attentato di Londra è stato opera di musulmani "perfettamente integrati", N.d.T.] , e che le pratiche di adozione cattoliche erano più discriminatorie dei tribunali basati sulla Sha'aria.


Phillips ha aggiunto anche che i cristiani tendessero a immaginare che sia in atto una discriminazione contro di loro quando in effetti non ve n'è alcuna. E ha specificato che i credenti non devono aspettarsi eccezioni rispetto all'Equality Act del 2010, con il suo linguaggio controverso sull'orientamento sessuale, una volta “usciti dalla chiesa o dalla moschea”.


La Williams, il cui ufficio cura la difesa dei diritti dei cristiani britannici nella sfera pubblica, ha dichiarato che le radici cristiane del suo paese l'avevano reso in passato “una terra di grande libertà” dov'era rispettata “la libertà di coscienza”.


Abbiamo visto sradicare tutto questo in base al programma delle Pari Opportunità, che è la politica seguita da Trevor Phillips”, ha detto in un'intervista del 30 giugno. “Il secolarismo, secondo questo programma, non è neutrale. Punisce chi dissente”.


La Williams ha dichiarato che il sistema delle Pari Opportunità, iniziato con il primo ministro Tony Blair e proseguito con il suo successore Gordon Brown, “suona come un'utopia – ma di fatto conduce agli inizi di una tirannia”.


Se si entra nella sfera pubblica, o in un impiego pubblico, si deve parlare e agire secondo il programma delle Pari Opportunità. Se non si agisce in quel modo, se non si è d'accordo, si viene puniti. Si perde il lavoro. Si viene indagati. Si corre il rischio di essere accusati di diffondere odio. Questa è la realtà che stiamo vivendo nel Regno Unito”.


La critica più plateale di Phillips al cristianesimo tradizionale nell'intervista a The Telegraph è arrivata quando si è toccato il punto dell'immigrazione di popolazioni provenienti dall'Africa e dai Caraibi.


Il Commissario ha ammesso che c'è “un chiasso dell'altro mondo sulla Chiesa che viene perseguitata”, ma ha detto che il vero problema per “le chiese convenzionali” è l'influsso di “gente che... crede in una religione dei tempi andati, il che secondo me è incompatibile con una società moderna, multietnica e multiculturale”.


La Williams ha ribattuto che questa idea di “incompatibilità” viene da una caricatura del cristianesimo, non dal Vangelo di Cristo in sé. “Tutto quello che viene da Lui”, ha detto, “porta al riconoscimento della dignità innata di ogni essere umano”.


Proprio perché il cristianesimo non è coercitivo - a differenza del secolarismo, e a differenza dell'islam – conduce alla vera tolleranza”.


Nella lunga intervista al Telegraph, Phillips ha detto che i credenti in quanto individui possono aspettarsi che la sua Commissione difenda il loro diritto di celebrare il culto e di credere in quello che vogliono. Ha detto che è “parte integrante del patto fondativo di una democrazia liberale” che gli individui non vengano penalizzati o trattati in maniera discriminatoria” a motivo “di essere anglicano, musulmano o metodista o ebreo” [I cattolici non vengono menzionati, N.d.T.].


Ma la Williams ha accusato la Commissione di non osservare nemmeno questa limitata interpretazione della libertà religiosa.


Quel che Mr. Phillips dovrebbe fare”, ha detto, “è venire a trascorrere una giornata al Christian
Legal Centre, dare una scorsa ai casi, e vedere la discriminazione che c'è in giro”.


Nel caso di Shirley Chaplin, ad esempio – l'infermiera a cui è stato detto di togliere la croce che portava al collo dopo averla indossata per 38 anni di servizio al pronto soccorso – sono state fatte eccezioni per i musulmani, con il loro lungo e fluente hjiab e una grossa spilla”.


Nel South London Council si permette ai musulmani di pregare cinque volte al giorno, ma ai cristiani non si permette di tenere calendari cristiani sulle loro scrivanie. Questa è la realtà in cui viviamo”.


Ha anche messo in rilievo il caso di Eunice e Owen Johns, una anziana coppia pentecostale che sono stati rifiutati come genitori affidatari – nonostante la loro vasta esperienza – perché disapprovavano l'omosessualità. “La Commissione Pari Opportunità è intervenuta in quel caso. Ed è intervenuta contro i cristiani”, ha fatto notare la Williams.


Sono intervenuti in molti altri casi di rilievo. Non sono mai intervenuti, mai, contro i musulmani. Sono intervenuti solo in casi che coinvolgevano i cristiani per mettersi contro di loro. Questa non è uguaglianza. Questa è disuguaglianza”.


C'è un servilismo generale verso l'islam, e al contrario il cristianesimo viene soppresso”, ha osservato la Williams.


L'idea di fare posto alla Sha'aria, di accettarla – e poi di dire che le agenzie di adozione cattoliche, le quali credono che un bambino abbia bisogno di una madre e di un padre sposati, debbano essere chiuse – sta devastando la nostra società”.


La Williams ha detto che il perseguimento aggressivo del secolarismo da parte dell'Inghilterra sta creando un “vuoto” che i musulmani radicali potrebbero cercare di sfruttare. “L'islam radicale ha un programma preciso in questa nazione, e sta lavorando sodo”, ha puntualizzato.


Ma molti cristiani britannici mancano di difendere la verità biblica in questo contesto. “In molti modi, la Chiesa ha da rimproverare se stessa per la situazione in cui ci troviamo. Quel che dobbiamo fare è trovare la nostra voce. Altrimenti, avremo un'oppressione e una soppressione sempre maggiore”.


La Williams ha osservato che la Cristianità “è sopravvissuta storicamente ad attacchi molto peggiori di quelli di Trevor Phillips”. Ma ha ammesso che le prospettive appaiono “molto cupe” al momento.


Abbiamo attualmente un governo che sta discutendo se estendere le unioni civili agli edifici di culto”, ha osservato. “Dicevano che non l'avrebbero mai fatto”.


La Williams e altri cristiani inglesi vogliono una autentica libertà religiosa per sé e per gli altri. Ma capiscono che il conflitto con il secolarismo è parte del costo della sequela.


Gesù ha sofferto un falso processo, era odiato dal mondo, fu messo in croce”, ha ricordato”. “Ma
c'è stata la Sua resurrezione, e la speranza deriva da questo”.


Copyright (c) CNA

Unauthorized translation by
Giovanni Romano